Gli scout sono sempre pronti a servire e anche in questa occasione terribile lo si è dimostrato. In molti della nostra associazione si sono subito recati verso le zone colpite, coordinandosi con la protezione civile, per aiutare concretamente chi in questi giorni ha perso tutto: casa, amici, parenti.
Da Milano è partito un primo gruppetto di volontari la mattina di martedì 7, giusto il tempo di fare lo zaino e chiedere il permesso al lavoro.
Ciccio, Andre, Simo, Luca, Ivan, Marti, Stefano e Carla sono arrivati martedì sera a Coppito dove si sono riuniti ad altri scout del CNGEI che stanno aiutando a montare il campo.
In questa prima fase è indispensabile montare le tende velocemente in modo che a tutti gli sfollati possa essere garantito un riparo, servizi igenici, cibo caldo.
Purtroppo si prevedono tempi lunghi e le tendopoli non saranno smontate a breve; altri scout daranno il cambio a quelli che già sono sul posto in modo da garantire continuità.
Sono tanti quelli che vorrebbero essere là, adesso, ad aiutare, ma bisogna preservare le energie, distribuire le disponibilità nei prossimi mesi, perché ci sarà tanto da fare: oltre agli impegni logistici infatti sarà indispensabile portare conforto e cercare di fare ritornare il sorriso a queste persone, uomini, donne e tanti bambini, che in pochi terribili istanti hanno perso tutto. Passerà molto tempo prima che chi ha ancora una casa possa ritornarci a vivere e ancora più tempo prima che chi non ce l'ha più possa avere un'altra sistemazione.
In perfetto spirito scout siamo là, ad aiutare, a montare gabinetti e a far giocare i bambini e qualsiasi altro compito necessario.
In queste pagine riporteremo i messaggi dei nostri volontari che mano a mano si succederanno in Abruzzo, in modo da rendere tutti partecipi del grosso impegno e contributo che gli scout del CNGEI, e in particolare della sezione di Milano, stanno dando per aiutare chi ha subito questa terribile tragedia.
Mercoledì 6 maggio 2009
Alla fine siamo partiti.
è difficile davvero descrivere le sensazioni del rientro.
Vedere i palazzoni, girare per la città e vedere così tanti volti sconosciuti.
..
è difficile
ieri in macchina ho sobbalzato quando l'ho sentita tremare, fermo al semaforo era solo un camion che superava.
Saluti le persone prima di partire e vedi la tristezza nei loro occhi.
Tutti dicono solo una cosa: "Grazie per quello che avete fatto, non vi dimenticate di noi"
è difficile partire, pensando di tornare alla propria vita quotidiana, sapendo che loro rimarranno li, continueranno ancora a dormire nelle tende, arredate come camere meravigliose, per potersi concedere una normalità che non riescono a recuperare.
Hanno tutti paura di essere abbandonati, oltre che delle nuove scosse.
Una mattina ce n'è stata una alle 7. non era fortissima, alcuni non l'hanno nemmeno percepita, ma a tutti coloro che l'hanno sentita ha cambiato la giornata. Non riuscivano a ridere e volevano parlare, sfogarsi. Anche solo con uno sconosciuto solo parlare.
è importante essere li, anche solo pochi giorni, anche solo un weekend.
è fondamentale però che qualcuno trasmetta la continuità del lavoro che stiamo facendo esser li e tornare la domenica.
Andrea Akela de L'aquila sabato ha fatto attività coi bimbi, fa il pirla ride e scherza sempre, mai una cosa seria.
però è partito la mattina per andare a Pescara, dove sono con le loro famiglie, ed è tornato la sera tardi ha detto solo: "Ho visto i miei lupetti!", l'ha detto con una voce di bimbo, tenero. è incredibile quanto come scout riusciamo a dare anche solo con un pomeriggio di attività.
Matteo di Coppito ha rifiutato il foulard di Ciccio: "Io quello non lo voglio, si vede come tutti voi ci tenete!"
Non voleva quello di ciccio, perché voleva il mio. Mi ha chiesto di lasciarglielo sapendo che sarei tornato a prenderlo
Ha 25 anni e cerca di far ripartire la sua azienda.
spero di vedere tutti voi un giorno davanti al container 1 a distribuire saponi, o semplicemente a ritrovarsi per distribuirsi il lavoro della giornata.
Spero di vedere tutti voi a bere una birra davanti al maracanà aspettando di vedere come magicamente ogni notte verso l'1 compaia una bottiglia di vino.
Piangere per una canzone di Berardino
trovarsi a spegnere la macchina sotto casa a scrivere un messaggio per ogni persona preoccupata del vostro viaggio che vi ha chiesto di farle sapere che siete arrivati.
comunicar loro quanto hanno dato a voi
Buon cammino,
la strada per Coppito è breve
Un Grazie particolare ad Ermanno e Marianna
Simo
Lunedì 4 maggio 2009
Ciao cari,
in quest'ultima settimana in quel di coppito sono nate spontanee tante necessità da parte di noi volontari scout, cngei e agesci. Vivere le forti emozioni e le fatiche della situazione ci hanno spinto a condividere con tutti i nostri fratelli scout quello che ognuno di noi stava vivendo.
Un po' per capire prima di tutto dentro di noi quali fossero le emozioni che la frenesia non fa uscire e poi per far capire a tutti quanto sia importante e fodnamentale la nostra presenza li.
E' nato quindi un blog che viene frequentato dai volontari li sul posto e quelli che ci sono passati. Oltre agli aggiornamenti sul portale associativo, per provare a respirare le arie ( quelle non puzzolenti pero') fatevi un giro ogni tanto sul sito:
http://groups.google.it/group/terremotoscout?hl=it
Verrà messo a disposizione degli scout tra i computer che arriveranno al campo una postazione per condividere con l'esterno le vicissitudini, giorno per giorno.
Un abbraccio a tutti
Ciccio
Venerdì 1 maggio 18.52
Ciao ragazzi, sono appena arrivato da Coppito.
Ho letto tutte le e-mail che avete scritto, complimenti per l'impegno del 25 aprile. Ciccio torna sabato 2 maggio e sicuramente coordinerà le partenze per Coppito. Si raccomanda che l'impegno che date deve essere di una settimana, sono banditi i fine settimana, non servono e generano confusione.
Siamo fuori dall'emergenza a Coppito, nel senso che ormai tutto è organizzato, tutto è sotto controllo (tranne il tempo purtroppo). Vi assicuro che quando piove la situazione è seria, bisogna correre a destra e a sinistra del campo.
Come capo area del mantenimento del campo, ho cercato di fare la mia parte, con il fango anche dentro le calze, tenendo alto il nome del CLANDESTINO, e della mia sezione.
Non spetta certo a me dire se ho fatto tutto il possibile, e sopratutto se l'ho fatto bene. Una cosa e certa, appena posso ritornerò.
Un abbraccio da Geronimo, fumatore del caloumet della pace
Giovedì 23 aprile 19.48
Stamattina svegliarsi in un letto al caldo è stato strano.
Laggiù di giorno piove, e il campo naviga nel fango. E la notte fa freddo, sembra inverno inoltrato.
Il campo è pieno di persone che vanno, vengono, che iniziano ad adattarsi a questa realtà e a cercare nuovi stimoli e forza per ricominciare. Qualcuno ha ricominciato a lavorare. Chi non ha più un lavoro si mette a disposizione per aiutare nei servizi al campo. A Coppito è stata aperta una tenda-scuola per i bambini. Grazie al servizio ludoteca portato avanti dall’associazione i bambini hanno ricominciato in modo molto soft, incontrando una ragazza che ha parlato per ore e ore di animali facendo divertire i bimbi sfollati appoggiandogli sulla testa un pappagallino.
E la sera giovani, anziani, volontari si radunano nel barettino del centro sportivo che ospita le 68 tende.
Nell’aria si sente la voglia di ricominciare da capo. Da qui si pensa alla tragedia, a chi non ha più niente. La, negli occhi delle persone, si vede prevalentemente la felicità di esserci ancora. Un lavoro, una casa arriveranno. Anche alcuni soci CNGEI aquilani hanno perso la casa. E sono li lo stesso a disposizione per tutti coloro che ne avessero bisogno.
Chiara ha incontrato un amico aquilano, ma non ha avuto il coraggio di seguirlo per vedere casa sua. Lui è stato accompagnato ieri mattina dalla polizia per raccogliere le ultime cose recuperabili dalle macerie. L’ordine definitivo è la demolizione dell’edificio. Inutile provare a spiegare la sensazione.
E’ incredibile vedere con quanta forza e dignità queste persone riescano ad andare avanti.
E’ vero però che i nervi sono a fior di pelle e la paura è tanta, non passa mai.
Basta una scossa leggermente più avvertibile a far scattare qualcosa dentro..e allora qualcuno si alza dalla panca e corre via, qualcuno dice “telefonate agli altri per sentire come stanno”.
E’ un campo con tantissime persone, ognuno con la sua storia da raccontare. E anche i bambini raccontano a modo loro.
E tu stai li, ad ascoltare sforzandoti di regalare un sorriso anche quando sorridere è l’ultima cosa che ti verrebbe da fare. Un sorriso vale quanto una mano tesa per aiutare.
Là a Coppito sono tante le cose da fare. Burocratiche e non.Ogni giorno ci sono esigenze nuove e ci si adatta al tempo, alla disponibilità dei materiali, alla quantità di gente…scava buche, togli acqua, monta teli e tende, elettricità, lava pentole su pentole, inserisci 200-300 nominativi al giorno compresi i dati che riguardano i danni subiti dalle strutture (al Reis Romoli), gira tenda per tenda per sapere se ci sono infiltrazioni, se la gente ha bisogno di vestiti, se manca qualcosa, sistema i letti, capisci se le tende sono abitate davvero o no, sposta chili di pasta dal container 19 al 4 e poi dal 4 all’8 e poi dall’8 a non so quale sia oggi, ordina 190 chili di fusilli, impacchetta nei tovaglioli 700 coltelli e forchette monouso, cataloga tutto quello che arriva, tutto quello che si distribuisce, vai alla Dicomac (o alla buona chiamato da tutti Domopac) per il servizio callcenter…
Per quel che riguarda il lavoro, la forza ed i nervi di noi volontari e scout...beh...bisogna davvero fare "del nostro meglio", "essere preparati" e "pronti a servire"...insomma i nostri valori, il nostro spirito ed il nostro entusiasmo sono indispensabili, alle volte sembriamo essere stati creati o formati appositamente per una situazione del genere...anche se ora la situazione è più umana ed a livello ufficiale si è fuori dall'emergenza, basta un acquazzone che inonda le tende, l'arrivo del giorno dell'esecuzione delle ordinanze sull'agibilità delle case (che talvolta significa abbattimento delle abitazioni medesime) o la martellante e ciclica voce (del tutto infondata scientificamente) dell'arrivo imminente di una nuova scossa ancora più forte di quella del 6 aprile, che nell'emergenza si ripiomba senza nemmeno accorgersi...e qui diventa difficile, difficile riconoscere i propri limiti ed ad un certo punto dirsi "basta", fermarsi un attimo, fare un respiro profondo o semplicemente sedersi due minuti, senza farsi prendere dalla frustrazione di fronte ad una natura mooooolto più forte di noi (pare banale ma raramente ce ne si accorge così tanto come lì), anzi bisogna trarre nuova forza da quello che si è fatto...che non è mai poco!
Ci si trova in situazioni paradossali e snervanti come scavare canaline sotto le tende "incitati" da un vecchietto che in mezzo abruzzese e mezzo italiano sostiene che "è un lavoro inutile, non siamo morti sotto le macerie, moriremo in queste tende" oppure inserire un giorno (durante l'alienante lavoro d'inserimento dati ELSA) un'ordinanza di abbattimento di una casa ed il giorno dopo incontrare nella tendopoli la proprietaria (ancora ignara della sorte della propria abitazione) che afferma decisa che da Coppito lei non se ne andrà mai...e poi la dignità di persone che hanno la tenda piena d'acqua e non si cambiano da due settimane ma non vengono a chiedere nulla ai volontari per "non disturbare". Se possiamo darvi un consiglio, a voi che partirete nei prossimi giorni e settimane, cercate di farvi inserire di tanto in tanto in un turno alla ludoteca, anche se non siete lupettari (e ve lo dice Vitto, un repartista convinto e fanatico che era sceso con l'idea fissa si scavare nel fango e montare tende), perchè sono i bambini di Coppito coloro che ti danno una carica micidiale: ridono, giocano, hanno voglia di correre tutto il giorno e sono affascinatissimi da noi e da ciò che facciamo...chissà, i più nemmeno si rendono conto di cosa stia capitando restituendoci così un minimo senso si "normalità" che spesso anche a noi manca.
Altra questione che bisogna tenere ben presente è appunto che non ci si trova più nell'emergenza iniziale ed ora tutto si basa sull’organizzazione nel dettaglio, per iniziare a dare un senso di normalità a tutto. Bisogna far in modo che la gente non si senta più in emergenza ma inizi pian piano a ripensare alla propria vita.
Inutile correre, prendere iniziative. Bisogna collaborare e coordinarsi sul campo, anche se a volte è difficile capire il perché di una cosa, siamo tanti e mettere insieme teste con mentalità completamente diverse è difficile. Si fa, e piano piano le cose saranno sempre migliori... I vertici della nostra associazione non stanno facendo la migliore delle figure (al contrario dei soci sul posto e il nome CNGEI a questi collegato che sono quasi osannati...ma di tutto ciò se ne parlarà più avanti, quando sarà tempo di bilanci) ed è davvero facile cozzare contro i capi campo, idee un po' ottuse e la burocrazia che la fa da padrona...non bisogna abbattersi, si fa quel che si può, in buona fede, ma non rinunciate mai a cercar di far ascoltare (senza imporle) le vostre proposte, esigenze ecc, perchè spesso si tende a tirar dritti senza prestar troppo orecchio a tutti i 30 volontari GEI sul campo.
Baciandovi uno per uno (e tutti con la lingua) e augurando tutto il meglio ai prossimi partenti...
Chiara, Carlotta, Claudio, Vitto
beh...Inutile dire che c’è già voglia di tornare…
approfittiamo di qualche istante libero e di una postazione con allacciamento internet per farci sentire e raccontarvi un po' come va qui e cosa facciamo durante le nostre lunghe giornate.
Come prima cosa c'è da dire che la situazione è molto cambiata rispetto i primi giorni d'emergenza e l'esperienza di ciccio&co. Tutto è molto più burocratico ma tuttavia più organizzato e tranquillo. Insomma il campo è avviato, non senza qualche difficoltà di incomprensione che sembra rivalità tra cngei e agesci. Con il paradosso di una riunione infinita di ieri sera in cui Fiore (responsabile campo-militare e fuciliere-) ha tentato di fare da pacere tra le due organizzazioni scout. Da qui in avanti cerchiamo di sbattercene delle piccole rivalità del FISS e cerchiamo di tenere gli occhi sul problema, ignorando un po' di vertici sinceramente lontani (ideologicamente e geograficamente) dalla nostra sezione che cercano solo scontro per chi ha più visibilità.
Comunque sia pare che il nostro campo sia quello che funzioni meglio e ci sono parecchie richieste dall'esterno.
la nostra giornata si divide fra attività sul campo (oggi montaggio tende e cose del genere), manutenzione (di cui Mauro è responsabile), e per quel che riguarda la burocrazia passiamo il pomeriggio ad inserire dati sull'agibilità delle case in softwere del centro nazionale sismico...c'è da dire che è molto noioso ma che anche questo va fatto e dovrebbe snellire il periodo di permanenza nei campi di molte persone.
Ci si poneva un dubbio sulla continuità del servizio del CNGEI a lungo termine, siccome l'associazione ha dato disponibilità fino a giugno per la gestione campo e popolazione e capo campo contano decisamente sulla nostra presenza attiva.
Ci chiediamo se realmente siamo in grado di coprire un così ampio periodo di tempo. QUi le persone ci credono molto ed è necessario (un po' scherzando Fiore dice" appena ve ne andate io chiudo il campo e non do più da mangiare a nessuno"). Realmente finito l'impatto emotivo, le vacanze di pasqua, i vari ponti e il ricominciare gli esami, le lezioni, e via dicendo riusciremo davvero ad esserci come abbiamo promesso?
Da lontano sembra una domanda retorica, ma da qui non puoi fare a meno di pensarci.
Se serve un piccolo incentivo a venire si mangia benissimo e il cuoco sbattimento se ne è andato.
Vitto Chiara Cacio Claudio Mauro
Martedì 14 aprile
Sono Carla, iscritta alla sezione Cngei di Bari, ma vivo a Milano.
Quando è arrivata la mail del mio CReg che chiedeva disponibilità immediata alla partenza per l'Abruzzo, ho deciso di andare. Ma ho pensato che, per praticità, avrei potuto partire con il gruppo di Milano. Un consulto veloce con la mia amica Patty, una telefonata ad Andrea per l'appuntamento dell'indomani, e via. Eravamo in otto alla partenza, conoscevo soltanto Ivan che è il vicecaporeparto del reparto di mia figlia, esploratrice nel decimo. Tutti gli altri non li avevo mai visti, ma dopo un giorno mi sembrava di averli sempre conosciuti.
Tutto quello che abbiamo fatto a L'Aquila in questi primi giorni ve lo hanno già raccontato: le tende, la distribuzione del cibo, i vestiti, il centralino della protezione civile. Manca forse solo un dettaglio: nei primi giorni del nostro soggiorno alla tendopoli di Coppito non era ancora arrivata la cucina. Distribuivano pasti che arrivavano dall'Aquila due volte al giorno, ma non c'era una struttura per cucinare. Per fortuna tra il materiale della sezione di Milano c'era un bruciatore con bombola del gas, una pentola e un mestolo. Ecco, volevo raccontarvi che grazie a questo bruciatore e alla pentola per tre giorni abbiamo scaldato il latte e il caffè per la prima colazione a tutti gli abitanti della tendopoli. Un bicchiere di latte caldo con qualche biscotto non è una cosa da poco, in un posto dove di notte la temperatura scende sottozero e ci si sveglia con il telo della tenda ricoperto di brina.
Questa mail comunque è soprattutto per ringraziare i miei compagni di viaggio Martina, Andrea, Luca, Fabio, Ivan, Simone e Stefano per il loro affetto e il loro essere straordinari. E per dire a loro e a tutti voi che anche se sono iscritta alla sezione di Bari, vivo a Milano, e nel mio piccolo potete contare su di me.
Carla dg
Lunedì 13 aprile
Qui puoi leggere alcune testimonianze di soci del CNGEI da tutta Italia.
Qui puoi vedere una selezione di foto.
Lunedì 13 aprile 14:45
Ciao a tutti.
Ieri sera è rientrato l'ultimo sparuto gruppo di persone di Milano da Coppito (Martina, Stefano ed Io). Scortati dalla Protezione Civile di Milano, abbiamo visto scorrere per tutto il viaggio la sequenza di immagini che abbiamo vissuto in questi ultimi 6 giorni, e stamattina quando mi sono svegliato (per via dei ritmi già acquisiti) molto presto, ho avuto subito l'istinto di correre a scaricare i furgoni carichi di roba da smistare nei container. Ciò per dirvi quanto questa esperienza sia stata molto Viscerale.
Ho letto con molto piacere le mail che hanno scritto Andrea e Luca in quanto sono state in grado di rispecchiare molto la realtà della situazione.
CI provo anche io partendo da quando se ne è andato Luca.
La mattinata in cui Luca è andato via, è arrivata una tensostruttura con a seguito un camion della Protezione Civile di Ascoli Piceno con una cucina mobile per dare un pasto caldo ai circa 400 ospiti del campo più tutta la gente che gravita intorno a Coppito, che rimane un punto di rifermento per tutta la zona in quanto è tuttora il campo meglio gestito per via di una serie di fattori come le contenute dimensioni, la presenza di un bar funzionante, una segreteria che accoglie gli sfollati dando certezze e supporto e soprattutto una forza Scout in grado di rispondere in maniera istantanea a tutte le esigenze che minuto per minuto nascono garantendo a chi vive nel campo di poter essere ascoltato ed accontentato in pochissimo tempo e con una umanità incredibile. C'è una ludoteca composta da tue tendoni dove i bimbi possono passare il loro tempo e un gruppo di Scout costruisce a raffica una serie di suppellettili come stendibianchieria o scaffali con il legno dei bancali.
Ieri notte sono arrivate le docce, ma fino a ieri l'Esercito non era passato ad installarle definitivamente. Manca anche la corrente elettrica nelle tende perché l'ENEL non ha potenzato il quadro elettrico del campo che riesce solo a garantire la stretta corrente per la segreteria, il bar e la cucina mobile. I frigoriferi che sono arrivati infatti sono ancora staccati. Credo che mentro sto scrivendo stiano per essere sistemate anche queste cose.
Il campo è gestito fondamentalmente da tre persone:
Emilio: fa parte della Protezione Civile ed ha la responsabilità del campo intero. Ascolta, dà risposte ma non si intromette troppo nelle decisioni. Esprime il suo parere se qualcosa è veramente fuori posto, ma è successo solo i primi giorni.
Fiore: è un militare che gestisce il campo operativamente: è un abitante di Coppito che è stato lì dal primo giorno e ci starà fino alla fine. Nonostante le pochissime ore di sonno che fa ogni notte e le numerose rogne che deve gestire ha sempre un minuto da dedicare a chiunque e un sorriso e un ringraziamento di rimando, perché sa che senza il nostro aiuto ciò che c'è ora, non ci sarebbe mai stato. Il nostro del GEI come quello AGESCI come quello della PC come quello della Croce Rossa come quello di chi ha preso un furgone e viaggia di campo in campo cercando di portare cose che potrebbero servire.
Giovanni: è un altro militare (attenzione ha un fratello gemello identico a lui e sono entrambi militari, quindi si confondono sempre) che gestisce le derrate alimentari e ha anche lui un'immensa umanità nell'ascoltare e nell'aiutare.
Poi ci siamo stati noi del CNGEI
Marianna (CT) anima della segreteria generale del CNGEI e della PC, ha fatto da tramite tra le nostre idee e le nostre reali competenze interfacciandosi con la PC e ci ha sempre aiutato a raggiungere lo scopo che di volta in volta ci siamo prefissi.
Ermanno Zappacosta (ir Abruzzo): è un signore piccolino con i baffi alla Charlie Chaplin che lì per lì ti viene da dire "ma chi l'è ches chi?!!?" poi mano a mano che il tempo scorre ci si accorge che la sua imperterrita serenità e ragionevolezza fa andare avanti tutto come se fosse una macchina oliata, quando di oliato lì non c'è assolutamente nulla.
Mentre stavamo andando al Dicomac (quartiere generale della macchina dei soccorsi) mi ha detto della gente che faceva dello spirito di servizio in questa occasione del terremoto un'occasione di crescita costante da dover condividere con tutti i fratelli Scout ogni sera (pretendendo un momento serale tra tutti noi CNGEI): "ora ti metti i guanti e fai quello che c'è da fare, quando arrivi a casa, solo li e quando ti sarai levato i guanti, potrai capire ciò che hai fatto. prima però datti da fare!" Questa frase è lui. Fare, Disfare, discutere su cose concrete, mai stare fermi. E mai soprattuto perdere del tempo per cose che possono essere tranquillamente trattate in un'altra sede. perché lì il tempo era immensamente meno rispetto alle cose che bisognava fare e Capire è un lusso che possiamo anche rimandare, perché ci sono almeno 400 persone nelle tende che non capiscono ciò che gli è capitato e non si spiegano perché hanno una paura così forte dell'istante successivo di quello che stanno vivendo, poi ti dicono: forse ci sarà un'altra scossa! E' per questo che chi era lì ad aiutarli non si poteva prendere dei lussi così grandi come quello di fermarsi a riflettere.
Purtroppo la tendopoli di Coppito è solo una realtà, in tutta la zona ce ne sono una marea di situazioni così. E in alcune tendopoli ci sono signori che dormono in un tendone da soli perché non hanno piu nessuno con cui condividerlo, ma hanno chiesto di avere un letto vuoto accanto a loro, lo stesso.
E' lì che noi serviamo. Cercare di fare pesare quel letto vuoto accanto il meno possibile. perché finchè sarà vuoto e non ci sarà un sorriso che lo riempia trascinerà via anche chi nel letto ci dorme.
Su Facebook è gia nato il gruppo della tendopoli, se cercate per "Tendopoli Coppito" ve lo ritrovate con, in costante aggiornamento, le necessità del campo. Se avete la possibilità di reperire il materiale in oggetto contattatemi che chiamo Fiore e glielo spedisco. Questo è il canale piu veloce per gestire le esigenze.
Vi assicuro che le raccolte dei vestiti e dei generi alimentari a casaccio è uno spreco immenso di risorse. Sono stato nel magazzino della Croce Rossa e della Guardia di Finanza e non vi so spiegare per quanti anni c'era cibo e altra roba. Non avete neanche idea di quanti metri cubi di vestiti e giocattoli erano accatastati con la destinazione di essere buttati.
Tenete alta l'attenzione, e interessatevi. La gente chiede anche di non dimenticarsi di loro, quando i riflettori della tv saranno spenti, accendiamo i nostri.
Noi sapremo farlo, ne sono convinto!
Un abbraccio
Fabio "Ciccio" Sangiorgi
Sabato 11 aprile 2009 21.54
Dopo solo 5 ore di viaggio sono a casa (rispetto alle 10 dell'andata!).
C'è poco da aggiungere a quello già detto da Luca.
Il CNGEI oltre a gestire il campo a Coppito sta gestendo molti punti nevralgici, quali l'accettazione e il centralino sotto richiesta della PC.
Sono molto orgoglioso della nostra associazione.
Al campo, ad oggi, c'è una marea di scout tutti con una gran voglia di fare.
Ieri sono stati montati cucina e refettorio e finalmente ci sono pasti caldi per tutti e oggi stavano mettendo la corrente nelle tende.
Il campo è avviato, ora bisogna solo che l'attenzione rimanga alta.
Per curiosità, passando a de-registrarmi (esiste come termine?) ho fatto un giro all'interno del centro operativo e ho scoperto il punto di controllo delle scosse giornaliere, ogni giorno ce ne sono circa 300 più o meno intense, molte di queste non si sentono nemmeno.
ringrazio chi c'era e soprattutto chi ci sarà
simo
IR lombardia
Sabato 11 aprile 2009 12.45
Ieri sera sono tornato a casa dopo i primi tre giorni di Abruzzo.
Che dire? Inutile cercare di descrivere la drammaticità della situazione perchè tg, radio, giornali e politici agghindati da pompieri ci riescono sicuramente meglio di me. E poi io sono già a casa lavato e al caldo, sarebbe decisamente da ipocrita scrivere una mail strappalacrime, ci sono altri canali per questo.
Quello che mi va di raccontarvi sono alcune riflessioni che butto giù velocemente mano a mano che mi vengono.
Noi del CNGEI (quasi tutti) abbiamo "in gestione" una tendopoli di medie dimensioni... circa 400 persone. Le virgolette in questo caso sono d'obbligo perchè ufficialmente la responsabiltà del campo è in mano a Protezione Civile e un paio di grandi capi AGESCI, ma, credetemi, il cervello e le braccia siamo noi. A tal proposito devo dire che, la nostra associazione sta facendo un lavoro splendido e un'ottima figura. Le persone del campo si rivolgono a noi per qualsiasi tipo di richiesta, idem la protezione civile e i ragazzi dell'ambulanza.
Il nostro lavoro (fino a ieri) è stato quello di creare le condizioni minime per l'abitabilità del campo. Abbiamo costruito tende (quelle blu della protezione civile che si vedono in tv), smistato il materiale (cibo, vestiti, coperte, materiale igienico-sanitario) che mano a mano arrivava con i camion e furgoni), sistemato il terreno (è un campo da calcio sabbioso, che abbiamo ricoperto di ghiaia... tanta ghiaia...!). Il campo sta via via diventando sempre più vivibile... anche se quando sono partito io mancavano ancora la cucina da campo e l'allacciamento alla corrente elettrica (quindi luce e riscaldamento nelle tende).
Il CNGEI lì è una potenza, abbiamo avuto modo di visitare altri campi e per quello che ho visto io il nostro è decisamente quello meglio organizzato. Da ieri si è aggiunto a noi un gruppo di una ventina di ragazzi dell' AGESCI. Non voglio polemizzare perchè la situazione decisamente non lo richiede, ci sarà tempo anche per riflessioni del genere, sappiate soltanto che, per quello che ho visto io (scusate se mi ripeto, ma mi sembra giusto sottolineare che abbiamo appena grattato la superficie), anche in situazioni del genere, ben lontane dal nostro vero ruolo educativo, ci sono delle differenze abissali tra le due associazioni, soprattutto in termini di forma mentis ed elasticità mentale.
Nel nostro gruppo ci sono persone molto in gamba, Ermanno, Ciccio, Sebastiano solo per citarne alcuni... che coordinano il lavoro di tutti, senza pretese ma con tanta voglia di fare.
Le scosse. Durante il viaggio in macchina dicono alla radio che le scosse non si fermano. Arriviamo e ci accorgiamo che è davvero così. Arriva la prima scossa, è brevissima e nemmeno molto forte ma è la prima... io mi spavento, sento i pali in ferro che circondano il campo da calcio tremare con rumori metallici; è una scossa debole, appena un po' più forte delle vibrazioni della metropolitana nelle case al piano terra di alcune zone di Milano, ma è la prima e la senti fino a dentro lo stomaco. Fai appena in tempo a spaventarti che già è finita. Il campo non è ancora abitato, è la prima sera e bisogna ancora finire di montare le tende e mancano ancora i bagni. Le poche persone vicino a noi (protezione civile, ambulanzieri) non ci fanno nemmeno caso, insomma... gli unici a spaventarci siamo noi appena arrivati.
Ne arrivano altre, alcune deboli come la prima, altre un po' più forti. Quelle più forti sembra anche che durino di più, un paio ci svegliano di notte, i cani iniziano ad abbaiare senza sosta e si sentono rumori in lontananza di qualcosa che crolla. Noi siamo in posto sicuro, all'aperto. Dopo soli due giorni ormai ci hai fatto quasi l'abitudine e non ti spaventi più, anzi ti viene quasi da fare il gradasso "ma no... mica era forte questa, quella dell'altra notte sì...", poi succcede una cosa che non avevi calcolato. E' sera, abbiamo distribuito i pasti caldi arrivati col furgone della Protezione Civile e riordinato la zona. Ci rilassiamo, fumiamo una sigaretta, beviamo una birra (nel campo sportivo c'è un bar aperto). Siamo in cerchio per organizzare la giornata successiva, capire chi resta e chi parte. Vicino a noi, sotto il portico del bar, ci sono diverse persone del campo che chiaccherano e temporeggiano cercando di rimandare il momento di entrare nelle tende, ci sono anche un po' di bambini che giocano al calcio balilla.
E' in questa situazione che arriva una nuova scossa, non forte ma nemmeno debolissima. Noi tutto sommato non ci scomponiamo più di tanto, le persone nel bar invece corrono fuori nel piazzale gridando "via via", prendendo in braccio i bambini, qualcuno piange, qualcuno cerca di calmare gli animi. Tutto questo dura davvero una manciata di istanti, dopo pochi secondi tutto torna alla normalità ma ci rimani davvero di sasso. Ti rendi conto che i nervi lì sono davvero a fior di pelle e che queste persone stanno vivendo qualcosa che tu non puoi sapere solo perchè hai visto due tg, hai seguito la diretta alla radio e sei corso giù a fare l'eroe. Vorrei evitare di fare troppa retorica, scusatemi, ma il senso è davvero questo.
Ci sono tante altre cose da raccontare, i volti, i racconti... una ragazza con figlia ci dice che non vivrà mai più in una casa "piuttosto mi compro un camper e faccio la zingara tutta la vita".
Le persone che abitano il campo vengono da un paese (Coppito, quello famoso in tv) che tutto sommato non ha avuto grossissimi danni, non ci sono state vittime ma molte case non sono abitabili e non lo saranno per un bel po'.
E' un'esperienza forte e per adesso molto faticosa, ma vi assicuro che c'è un gran bisogno di persone come noi (scusate il campanilismo ma la mia sensazione è questa). Lavoriamo da una vita perchè i nostri ragazzi siano buoni cittadini, beh, credo che questo è esattamente quello che vorremmo che un giorno facciano i nostri lupetti, esploratori e rover. Dimostriamo che crediamo davvero nei valori che cerchiamo di passare ai nostri ragazzi.
E manteniamo l'attenzione alta, leggiamo i blog, cerchiamo fotografie, immagini e filamti e soprattutto facciamoci raccontare le esperienze da chi delle nostre sezioni è andato a dare una mano. Le cose da fare sono tante e i tempi saranno davvero lunghi. Più passa il tempo e più la cosa passerà di moda, sarà allora che ci sarà più bisogno di noi.
A presto, un abbraccio a tutti e buon lavoro a chi parte per i prossimi turni.
Luca - coord branca R - Milano
Giovedì 9 aprile 2009 20.53
Scusate l'assenza ma la battaglia è ardua e tostarella, per cui vi salutiamo di fretta!
Un abbraccio da tutti!!
Ciccio
Giovedì 9 aprile 2009 - Riassunto per il blog di Repubblica
Ciao, noi del CNGEI (Corpo Nazionale Giovani Esploratori ed Esploratrici Italiani) Associazione SCOUT LAICA siamo impegnati a Coppito, abbiamo montato un campo di un'ottantina di tende.
La notte è passata tranquilla anche se le scosse si susseguono.
Nel campo non è ancora stata allestita la cucina, sicché stamani noi scout abbiamo preparato la colazione per tutti.
Oggi alcuni di noi sono stati mandati in una frazioncina vicino l'Aquila a montare delle tende per coloro che non vogliono allontanarsi dalle loro case.
Queste persone hanno davvero bisogno di tutto il nostro aiuto e delle nostra solidarietà. Ne servirà tanto e per molto tempo.
Abbiamo saputo che alcuni dei nostri soci studenti universitari stanno avendo problemi a partire per dare una mano perché alcuni docenti non li vogliono aiutare a posticipare esami ed appelli.
Questo è molto brutto.
Potete leggere la lettera della Federazione Italiana dello Scautismo a tal proposito.
E potete guardare la costruzione della tendopoli qui.
Il CNGEI ha aperto una sottoscrizione per gli aiuti alle persone colpite dal Terremoto.
Vi terremo informati
Patrizia Di Cataldo
Mercoledì 8 aprile 2009 - Alcune foto
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Mercoledì 8 aprile 2009 11.11
I nostri baldi eroi stanno bene, le scosse non li hanno scossi più di tanto (!).
Il gruppo del CNGEI (Milano, Bologna, Reggio Emilia, Livorno, Bergamo, L'Aquila... più Agesci di Ravenna) sta montando un campo di tende presso Coppito (ce ne sono già un centinaio ne mancano una trentina).
Altri CNGEI (Roma, Bari...) sono dislocati in altri campi.
La situazione è sotto controllo. L'organizzazione è perfetta.
Michele
Martedì 7 aprile 2009 23.55
Ciao a tutti, questo è il primo momento che abbiamo per guardarci in faccia e capire dove siamo.
Il CNGEI sta in un campo sportivo in un paese dove il terremoto non ha fatto grossi danni. Non ha fatto vittime tra gli abitanti del paese e il campo non è ancora né pronto nè pieno di sfollati. Domani lo completeremo e arriveranno i cessi. Del poi non si sa ancora nulla.
Mentre vi scrivo c'è stata una scossa molto forte. Proprio ora.
Quello che vogliamo trasmettervi è che sicuramente è una situazione difficile e drammatica ma l'organizzazione è eccellente e la macchina della solidarietà è in moto.
Ora un altra scossa che pare il tram in via farini.
Concordiamo sul coordinarsi seriamente, ma cercate di non correre a conclusioni affrettate, dando per assodato che le macchinate singole non sono gestibili e daranno solo fastidio.
Il coordinamento a livello nazionale è straordinario e non manca nulla.
Qui ci sarà da fare per mesi, tenete la calma e la voglia di fare. Vi terremo informati il più possibile e vi abbracciamo.
Andre (che bacia la Libe), Simo (anche lui bacia la Libe), Luca che bacia l'Ari, Ciccio che pure lui bacia l'Ari, ma meglio di Luca, Ivan che bacia Andrea, la Marti che bacia Ivan, ma non è convinta, Stefano che
bacia Razzo, la Carla che invece bacia la Patty!
ps un b@cio alle bimbe
Martedì 7 aprile 2009 18.49
Ciao, siamo arrivati ad Assergi, seguiamo la carovana della protezione civile verso il punto di randez vouz. Leggiamo le mail circa ogni 3 ore. In serata vi racconteremo meglio la giornata.
Michele ha detto una cosa giustissima a chi sta organizzandosi, sono tanti chilometri. tenete conto di ciò.
Un saluto da tutti
Baci
Ciccio
Martedì 7 aprile 2009 18.26
La colonna è finalmente arrivata sulla A24, di fronte il Gran Sasso e le nubi, piove. Sono le 18,30: i ragazzi sono in viaggio da 9 ore.
In un'oretta dovrebbero farcela ad arrivare al punto di incontro.
Credo sia importante tenere conto di questa esperienza: per andare giù ci vuole un giorno di viaggio. Non credo che per tornare indietro sarà molto più facile. La disponibilità di tempo deve essere adeguata.
Michele
Martedì 7 aprile 2009 16.53
La prima ondata è ferma in coda a San Benedetto del Tronto (l'Adriatica è ancora chiusa).
Speriamo in un arrivo tempestivo...
Michele
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