Il CNGEI è stato allertato per 2 mesi dalla Protezione Civile, la quale in questi giorni sta decidendo di prolungare la mobilitazione per altri 6 mesi (in aggiunta dei 2 mesi iniziali) per un intervento sulla popolazione in età evolutiva (per cui infanzia e adolescenza).
Superato questo primo momento tremendo, nei prossimi mesi ci sarà una diffusa sindrome da stress post-traumatico e ci sarà richiesto un nostro intervento con gemellaggi, attività coi bambini e i ragazzi e altre affinità per accelerare il ritorno alla vita normale, alla normalità, alla quotidianità pre-terremoto.
Come stanno facendo in questi giorni i gruppi di psicologi a sostegno della popolazione e i medici clown con i piccoli pazienti.
Da ieri si è presentato il problema, se così si può chiamare, dei cani che si aggirano per le vie del centro de L'Aquila, intorno alle case distrutte (forse la loro, dalla quale sono scappati nella notte) oppure intorno alle tendopoli; perchè senza più il padrone.
Questi cani domestici si riconoscono perchè quando vedono le persone si avvicinano scodinzolando in cerca di affetto e se si fanno delle carezze non si allontanano, ma si siedono attaccati alla persona.
Se si vuole tornare alla vita normale bisogna prendersi cura di tutti i suoi aspetti, per cui anche degli animali.
In questi giorni si inizia a prendersi cura di questa componente della quotidianità.
Si inizia a raccogliere gli animali sperduti (buoi e pecore) aiutati da gruppi della Forestale e di veterinari.
Quest'ultimo è un aspetto insignificante per la maggior parte degli italiani, ma non per quelle persone che hanno avuto animali, sono contadini o allevatori; dopo la distruzione, la cura dei feriti, l'aiuto alla popolazione colpita dal sisma, il recupero dei morti, la loro identificazione e la tumulazione misericordiosa, si può iniziare a guardarsi intorno per incominciare la ricostruzione e il ritorno alla quotidianità normale dei nostri giorni.
Visto la proroga della mobilitazione, per chi volesse continuare a essere disponibile per aiutare gli abruzzesi me lo dica che mando i nominativi a Roma.
In questo articolo gli aggiornamenti (quando ci arrivano, la situazione è ancora molto pesante) da parte dei nostri volontari in Abruzzo.
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