Dalla prima metà degli anni Novanta lo scoutismo CNGEI a Milano vive un momento difficile legato alla perdita di iscritti, soprattutto giovani. Ma in città registriamo anche le difficoltà dell’associazione sorella, l’AGESCI, che negli stessi anni perde in misura anche superiore.
La comune difficoltà non consola, ma fa capire che esiste un “problema scoutismo” a Milano.
Ma per capire questo processo bisogna anche sapere che cosa è successo a questa città: da capitale morale e laica della nazione si è trasformata in un luogo in cui non è facile vivere. Milano perde cittadini (500 mila in dieci anni); Milano invecchia; Milano non integra i nuovi cittadini (e i giovani) come potrebbe e dovrebbe.
Il CNGEI, come associazione, vive anche la difficoltà di collaborare con il resto del tessuto sociale, fatto dei mille volti del volontariato che fanno comunque di Milano la prima città italiana dell’associazionismo.
Fin dai festeggiamenti del Centenario dello scoutismo (1907 – 2007), abbiamo deciso di lavorare su questi temi. La collaborazione con AGESCI è stata fondamentale per allargare la nostra capacità di ascolto presso le autorità cittadine, anche se non dobbiamo nascondere i nostri meriti nel successo del cammino del Centenario e del suo evento finale.
Ma se lavorare a Milano è difficile, ci sono anche risorse e intelligenze da mettere in gioco.
Lo scoutismo come modello educativo per i giovani non è affatto in crisi: si sta rinnovando nei metodi e negli strumenti, ma l’idea centrale del potenziale insito in ogni ragazzo e ragazza, che aspetta solo l’opportunità per emergere, l’idea che non si impari nulla se non attraverso la sua realizzazione (l’imparare facendo di BP), la grande gioia con la quale i ragazzi tornano dalle attività, i legami di amicizia fraterna che durano tutta la vita, le famiglie che incoraggiano: tutto questo ci fa dire, che è possibile invertire la rotta.



Il CNGEI a MILANO




